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Europa in Movimento

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L'Accordo storico del Consiglio europeo (17-20...

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Il Next Generation EU: linea di prestito e...

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40 anni fa l'inizio della battaglia costituente....

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La provocazione della Presidente del Senato...

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Diario lombardo della pandemia. Quando chi...

Aprile 2020. Milano. Sono nel mercato del lavoro dal 2007. In 13 anni ho vissuto tre grandi crisi, il credit crunch, il debito sovrano ed il coronavirus. Quest’ultima è sicuramente di...

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Le iniziative dell’Unione Europea per...

Una parte del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2020, approvato dal parlamento italiano, nella sessione in cui si chiedeva un nuovo spostamento di bilancio da parte del Governo, due interventi...

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La Resistenza non è finita. Esponiamo la...

APPELLO PER IL 25 APRILE. Firma in fondo al testo e condividilo. Perché chiediamo di esporre la bandiera europea? Perché la Resistenza non è stato solo un fenomeno italiano,...

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Gli effetti della pandemia: re-gressione e...

Poche settimane fa, verso la metà di marzo, circolava sul web una lettera attribuita a “una ragazza italiana”, poi al testo venne aggiunto un audio, poi ancora un video, alla fine...

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Mentre stiamo lentamente uscendo dalla fase acuta della crisi sanitaria – indotta dalla pandemia di Covid-19 – l’attenzione si sta concentrando piuttosto sull’attenuazione dei danni socioeconomici. Dovendo adottare un pacchetto ambizioso a articolato che combina il tradizionale Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea (QFP) con uno sforzo straordinario per la ripresa (Recovery Fund-Next Generation EU), quello del luglio 2020, si è rivelato un Consiglio europeo particolarmente impegnativo. L’impossibilità di trovare un accordo nel week end (17-18 luglio) ha portato a un’estensione del vertice al lunedì (20 luglio). Infine, alle 5,32 del martedi (21 luglio), dopo l’ennesima notte di trattative di un negoziato laborioso, i leader europei hanno approvato per acclamazione e applauso finale il testo di un vertice (combattuto fino all’ultimo, che in più di un’occasione è arrivato a un passo dal fallimento) risolto nell’ennesimo incontro sulle riforme tra Conte e Rutte, guidati da Merkel e Macron (con il loro riavvicinamento del 18 maggio, la cancelliera tedesca – rompendo l’alleanza tradizionale con i Paesi del rigore di bilancio – ha fornito il suo sostegno alla creazione di un prestito comunitario, al fine di organizzare nuovi trasferimenti verso gli Stati messi a dura prova dal virus Covid -19).

Le 68 pagine di conclusioni pubblicate a seguito della maratona straordinaria del Consiglio europeo (17, 18, 19, 20 e 21 luglio 2020) lasciano considerazioni positive e negative allo stesso tempo.
Il Consiglio europeo ha dovuto affrontare tanti ostacoli di ordine tecnico e politico, ma anche di ordine morale, e soprattutto ha dovuto riparametrare le proprie decisioni sulle novità economiche nazionali critiche a seguito della pandemia di Covid-19.
Il principale strumento europeo con cui si svilupperanno i buoni propostiti sarà ovviamente il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e il suo moltiplicatore reale denominato Next Generation EU (NGEU), un rafforzamento finalizzato a dotare l'Unione dei mezzi necessari per affrontare, appunto, le sfide della pandemia.

La Commissione per poter sviluppare i programmi dell'Unione in conformità al NGEU è stata autorizzata a contrarre prestiti “di scopo”, per conto dell'Unione, sui mercati dei capitali fino a 750 miliardi di euro (a prezzi 2018). Non potrà comunque assumere prestiti oltre la fine del 2026.

La composizione dei 750 miliardi sarà: “prestiti” fino a concorrenza di 360 miliardi e “spese” fino a concorrenza di 390 miliardi.

Jean Paul Fitoussi - Information campaign on Europe

Dopo 5 giorni di estenuanti riunioni alle 5:32 di martedì 21 luglio il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha pubblicato su Twitter: “Deal!”. Ce l’hanno fatta: dopo 92 ore di riunioni plenarie e confronti diretti i 27 capi di stato e di governo dell’UE sono approdati a una conclusione in cui, ad ascoltare le dichiarazioni dei protagonisti, tutti hanno vinto ma se andiamo a leggere le carte ha perso l’Europa di Ventotene.

Hanno vinto l’Olanda e i paesi frugali che hanno ottenuto una percentuale inferiore di sussidi nel piano da 750 miliardi di euro, ulteriori sconti per il prossimo bilancio europeo (2021-27) e il freno di emergenza sull’erogazione dei fondi per i piani nazionali. Uno o più stati membri possono chiedere, infatti, la convocazione di un Consiglio europeo straordinario e senza l’ok del Consiglio la Commissione non può approvare i pagamenti.

Con l'edizione 2020, siamo alla settima edizione dell' Indice CSI-ITUC dei diritti nel mondo della Confederazione europea dei sindacati, che classifica 144 paesi, in funzione del loro livello di rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Ogni paese è analizzato alla luce di 97 indicatori che scaturiscono da Convenzioni OIL (Organizzazione internazionale del lavoro) e giurisprudenza. Nel 2019 vengono rilevate sia leggi progressiste in alcuni paesi, sia legislazioni regressive in altri. Ma – viene sottolineato - “le violazioni dei diritti non sono mai state così tante, quante nel corso degli ultimi sette anni”.

Sono trascorsi 40 anni. Il 21 maggio 1980 il parlamento europeo si trovava a dibattere del bilancio e della politica agricola. Il vento sembrava utile, anche se non dirompente, per usare questo momento come vela per "svegliare" la camera dei rappresentanti dei cittadini europei (eletta soltanto dall'anno pirma a suffragio universale e diretto).
Altiero Spinelli tenne un discorso importante. Nei suoi 10 minuti a disposizione, espresse tutto il suo disappunto accusando il Consiglio di essere il responsabile della paralisi dell’allora Comunità.
Spinelli ricorda nel suo Diario che “la Comunità deve mend or end, e che i progetti di riforma possono nascere dai governi stessi o dal parlamento. Nel primo caso si andrà verso l’Europa alla carta, nel secondo verso l’Europa dotata di istituzioni sovranazionali più forti”.
Un discorso fatto quasi nel vuoto del parlamento ma che verrà allegato alla lettera che lo stesso Spinelli chiuderà il 25 giugno, data da cui inizia l’azione istituzionale del Club del Coccodrillo (formalmente fondato il 9 luglio).

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