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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

Infografica su Katharina Schulze

Il vento cambia in Baviera, in Belgio e nel Lussemburgo ma il vento non soffia nella direzione che avrebbero voluto Salvini e Di Maio. In un voto nazionale (Lussemburgo), regionale (Baviera) e locale (Belgio) il maggiore aumento in voti e seggi spetta ai Verdi che hanno fatto campagna per un’Europa più unita, più democratica, più accogliente e più solidale. In Lussemburgo si conferma il governo uscente formato da Socialisti, Verdi e Liberali che aveva mandato all’opposizione il partito di Jean Claude Juncker sospettato di connivenza fiscale con le multinazionali. In Belgio l’estrema destra arretra e prevalgono in Vallonia governi locali con Socialisti e Verdi segnando una battuta di arresto per il governo del liberale Michel criticato per la sua arrendevolezza nei confronti del partito nazionalista fiammingo. In Baviera la destra dell’AFD, inutilmente corteggiata in Italia da Lega e 5 Stelle, entra nel Landtag ma deve accontentarsi di un modesto quarto posto relegata all’opposizione così come era avvenuto per l’estrema destra svedese. Escono sconfitti dalle urne i partiti alleati a livello federale nella Grande Coalizione ma anche qui i Verdi raddoppiano voti e seggi.

Audizione di Zuckerberg al Parlamento europeo

Sono trascorsi ormai numerosi anni dalla nascita di Facebook, avvenuta nel 2004. Inizialmente nato solo per studenti universitari, il social si è esteso fino a divenire di successo globale e fonte di comunicazione, ma tutti i periodi giungono prima o poi all'inevitabile tramonto.

I social sono oramai una parte fondamentale dell'informazione e della vita quotidiana di ognuno di noi (salvo eccezioni), proprio per questo potrebbero essere una delle cause del crescente propagarsi di ideologie nazionaliste.

Bandiere europee

Ora, cari ascoltatemi un attimo.

Partendo dal principio, per me – come, immagino, per molti altri ragazzi/e di seconda generazione - la questione identitaria ha rappresentato un passaggio abbastanza tortuoso e disorientante.
Il fatto è che quando più culture, molto diverse fra loro, si amalgamo l’una con l’altra, nel preciso istante in cui cerchi di trovare una tua identità, orbene nel tentativo di rispondere a quella affascinante domanda “chi sono?”, io nella mia inconsistente esistenza mi sono perso più e più volte.

“Ma ti senti più italiano, o più africano?”

Il gruppo di Pulse of Europe

“La linea di divisione fra partiti progressisti e partiti reazionari cade ormai non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa quelli che concepiscono come fine essenziale della lotta quello antico, cioè la conquista del potere politico nazionale – e che faranno, sia pure involontariamente, il gioco delle forze reazionarie lasciando solidificare la lava incandescente delle passioni popolari nel vecchio stampo, e risorgere le vecchie assurdità – e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido Stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l’unità internazionale”.

Così scriveva il Manifesto di Ventotene nell’inverno del 1941 definendo i compiti del dopoguerra concludendo:

“Se ci sarà nei principali paesi europei un numero sufficiente di uomini che comprenderanno ciò, la vittoria sarà in breve nelle loro mani, poiché la situazione e gli animi saranno favorevoli alla loro opera. Essi avranno di fronte partiti e tendenze già tutti squalificati dalla disastrosa esperienza dell’ultimo ventennio. Poiché sarà l’ora di opere nuove, sarà anche l’ora di uomini nuovi: del movimento per l’Europa libera e unita”.

Il testo esiste in tutte le lingue dell’Unione europea (e anche in arabo !) e varrebbe la pena di diffonderlo in tutta Europa nei movimenti che stanno nascendo qua e là, in modo spesso spontaneo e nella maggior parte dei casi l’uno indipendente dagli altri nella solitaria convinzione che il metodo scelto e l’obiettivo adottato come prioritario da ciascuno di essi sia il migliore per sconfiggere quelli che il “Manifesto” chiamava partiti reazionari.
Pulse of Europe, Soul for Europe, New Europeans, Civico, Volt, 13-10, Alliance Europa, Stand up Europe, DIEM25, PeoplesEuropeForum, Change of Course in Europe, Citizens for Europe, Democracy International, Civil Society Europe, Empower e la campagna di contro-informazione del Movimento europeo (www.movimentoeuropeo.it) sono alcune delle innumerevoli iniziative che si sono affiancate alle manifestazioni popolari contro la democrazia illiberale a Varsavia, a Budapest e a Praga o contro il Brexit nel Regno Unito ma che non hanno ancora trovato una strada comune per forgiare un unico movimento “per l’Europa libera e unita”.

Stato dell'Unione 2018 - Bruxelles, 12 settembre 2018

E' stata una giornata importante, per l'Unione europea, quella del 12 settembre 2018:

• il Parlamento europeo ha adottato la Relazione Sargentini relativa a sanzioni a Orban per sue violazioni dello stato di diritto (per politiche relative a stampa, giudici ecc.)

• e Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, in un contesto storico caratterizzato da virulenti nazional-populismi e da euroscetticismo, ha pronunciato il suo (prima delle prossime elezioni politiche europee del 2019) ultimo discorso sullo stato dell'Unione.

Di che si tratta? E quali sono le rivendicazioni dai sindacati i europei espressi alla vigilia del discorso sullo stato dell'Unione 2018? Vediamo...

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