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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Italia

Marcia per l'Europa, Roma 25 marzo 2017. Foto di Nicola Vallinoto, Licenza CC

L’Italia, secondo quanto affermato dal Presidente Sergio Mattarella, deve affrontare oggi tre gravi emergenze: la lotta alla pandemia, il piano per l’utilizzo dei finanziamenti europei e i problemi sociali.

Le politiche necessarie per rispondere a queste gravi emergenze richiedono una visione larga e di lungo periodo per il Paese che si concentrino su alcuni temi come la sostenibilità sociale e ambientale, una volontà di programmazione a livello statale e un consenso ampio nella società italiana che vada oltre le aule parlamentari e coinvolga i settori più importanti della nostra vita economica, sociale e culturale a cominciare dal mondo della produzione (lavoratori e imprenditori).

Ursula Hirschmann, Wikipedia, foto di pubblico dominio

A trent’anni dalla scomparsa di Ursula Hirschmann, protagonista del processo di integrazione europea nonché tra gli artefici del Manifesto di Ventotene, l’Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli, in collaborazione con il Movimento Europeo Italia, ha organizzato sulla sua pagina Facebook lo scorso 9 gennaio un incontro virtuale dal titolo “Un’europea errante”.

All’evento hanno partecipato Pier Virgilio Dastoli (Presidente Movimento europeo Italia), Francesco Gui (Presidente MFE Lazio), Gabriele Panizzi (Vice presidente Istituto Spinelli), Mario Leone (Direttore Istituto di studi federalisti Altiero Spinelli) e Gerardo Santomauro (Sindaco di Ventotene); con i saluti di Silvia Costa (Commissaria straordinaria del Governo per il recupero del carcere di santo Stefano, a Ventotene) e di Renata Colorni, (figlia di Ursula Hirschmann e Direttrice de I Meridiani).

Aprile 2020. Milano. Sono nel mercato del lavoro dal 2007. In 13 anni ho vissuto tre grandi crisi, il credit crunch, il debito sovrano ed il coronavirus. Quest’ultima è sicuramente di gran lunga la più angosciante non solo per le ripercussioni economiche ma anche per lo strascico di morti che si porterà dietro. Siamo di fronte ad una crisi drammaticamente inedita che pure sotto il profilo economico pone sfide che somigliano a quelle delle crisi precedenti. La crisi nuova si differenzia dalle vecchie più per quantità che per qualità.

Stupisce e non poco che l’epidemia abbia colpito più duramente le regioni più avanzate del paese, in ordine Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, anche se è bene dirlo chiaramente, se i numeri definitivi fossero prossimi a quelli di oggi, e io mi auguro di cuore che i numeri smettano di crescere, il disastro registrato in Lombardia non sarebbe in alcun modo paragonabile a quello di nessun altra regione italiana. Ad oggi in Lombardia si contano oltre 12.000 decessi ufficiali, ovvero il 52% di quelli riportati sul territorio nazionale e il 7-8% dei morti di tutto il mondo. La Lombardia ha poco più dello 0,1% degli abitanti del mondo. Altro parametro che deve fare riflettere è l’incidenza dei morti sulla popolazione. In Lombardia è lo 0,12%. In Emilia Romagna è lo 0,07%, in Piemonte lo 0,05%, in Veneto lo 0,02%.

Campagna di informazione sull'Europa  - infografica su Salvini

Le cancellerie di tutta Europa, tranne quella ungherese, stanno salutando con sollievo il nuovo governo giallo rosso guidato da Giuseppi Conte (così chiamato da Trump dal suo profilo twitter) e sostenuto da M5S, PD e Leu.

Il segretario del PD Nicola Zingaretti ha chiesto, sin dall'inizio delle difficili trattative con il M5S, discontinuità rispetto al governo precedente. Discontinuità che non ha avuto sul nome del presidente del Consiglio ma l'ha ottenuta su due punti del programma che sono di fondamentale importanza per il nostro futuro: l'Europa e i cambiamenti climatici (1).

Fridays for future a Genova - foto di Alessio Verardo

Il giorno in cui gli eurodeputati del M5S hanno votato e scelto come presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno fatto una scelta di campo e compiuto una rottura nei confronti dei compagni inglesi dell’Ukip, che ora si chiama Brexit Party, con i quali hanno condiviso i banchi al Parlamento europeo nella scorsa legislatura e nei confronti della Lega alleato di governo in Italia. Sia il Brexit Party, guidato da Nigel Farage, che la Lega hanno votato contro l’elezione della von der Leyen. Una scelta di campo tra chi pensa che il governo dei problemi si giochi almeno a livello continentale e chi invece ritiene che la sovranità la si possa esercitare a livello nazionale con il solito ritornello, comodo quanto inattuale, “riprendiamoci la sovranità”.

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