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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Italia

Manifesto di Ventotene, edizioni bilingue italiano-francese e italiano-inglese. Ultima spiaggia, 2021

Manifesto di Ventotene / The Ventotene Manifesto / Le Manifeste de Ventotene

di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi con la prefazione di Eugenio Colorni

presentazioni di Josep Borrell / Enrico Letta / Emma Bonino

introduzioni di Lucio Levi e Pier Vigilio Dastoli

(Edizioni Ultima Spiaggia 2021, Collana Granelli di sabbia)

Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario del Manifesto di Ventotene. Nel 1941 Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi con Eugenio Colorni seppero immaginare una via di uscita dalla Seconda guerra mondiale quando il nostro continente era sotto i bombardamenti.

Per rendere le nuove generazioni consapevoli e partecipi della visione degli Stati Uniti d’Europa, è necessario tenere viva e mantenere attuale la narrazione sulla nascita dell’Europa, volgendo lo sguardo al Manifesto di Ventotene, redatto con l’intento di contrastare i nazionalismi e le guerre e di creare un’ Europa federale libera e unita. Conoscere e comprendere il Manifesto di Ventotene significa riscoprire le origini della nostra storia, per tracciare con chiarezza la via del futuro, grazie ad una testimonianza fondamentale del nostro passato.


La libreria editrice Ultima Spiaggia, per celebrare questo importante anniversario e contribuire alla diffusione della memoria dei padri fondadori e delle madri fondatrici, pubblica, nella collana Granelli di sabbia, il Manifesto di Ventotene «Per un’Europa libera e unita» in una tripla edizione bilingue:

- italiano e inglese, presentazione di Josep Borrell – seconda edizione
- italiano e francese, presentazione di Enrico Letta – prima edizione
- italiano e arabo, presentazione di Emma Bonino – prima edizione

A ottant'anni dalla redazione della prima versione del Manifesto per un'Europa libera e unita (1941), la sua rilettura continua a sorprendere per l'attualità dell’analisi e per la chiaroveggenza delle proposte programmatiche. È sorprendente come questo testo, scritto al culmine dell'espansione nazista nel continente da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, insieme alla prefazione di Eugenio Colorni (1944), e diffuso clandestinamente nell'Europa occupata, costituisca ancora oggi, 80 anni dopo, una roadmad per la costruzione europea.
Josep Borrell Fontelles

Il Manifesto per un’Europa libera e unita o Manifesto di Ventotene compie 80 anni, eppure alcune delle sue più importanti affermazioni non sono mai state così attuali come adesso. Ciò testimonia della lungimiranza dei suoi autori, così come della rilevanza di un testo che è diventato un classico del pensiero politico e un pezzo della storia europea.
Enrico Letta

Perché un arabo dovrebbe essere interessato a quello che proposero sull’Europa tre signori confinati su una minuscola isola ottant’anni fa? La risposta a questa ipotetica ma non improbabile domanda ha bisogno di un chiarimento o, se si preferisce, di una premessa. Il Manifesto, un testo che, periodicamente, andrebbe riletto e ristudiato, è, a ben vedere, un testo non europeista, ma
federalista. Cioè si basa su un concetto cardine: il federalismo è l’arma più efficiente per abbattere i nazionalismi e favorire uno sviluppo basato sulla pacifica convivenza dei popoli.
Emma Bonino

Ad agosto 2021 sono uscite le prime due edizioni bilingue del Manifesto di Ventotene: italiano-francese ed italiano inglese. La terza edizione italiano arabo uscirà, invece, nei prossimi mesi. 

Di seguito anticipiamo l'introduzione alle nuove edizioni da parte del curatore della collana Granelli di sabbia, la rassegna stampa e la prima presentazione del 2 settembre 2021 a Ventotene.

INTRODUZIONE

Noi déracinés dell’Europa, che abbiamo «cambiato più volte di frontiera che di scarpe» – come dice Brecht, questo re dei déracinés – anche noi non abbiamo altro da perdere che le nostre catene in un’Europa unita, e perciò siamo federalisti.
URSULA HIRSCHMANN, NOI SENZA PATRIA

Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario del «Manifesto di Ventotene». Nel 1941 Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi con Eugenio Colorni seppero immaginare una via di uscita dalla Seconda guerra mondiale mentre il nostro continente era sotto i bombardamenti. La pandemia che ha colpito il mondo intero con oltre tre milioni di vittime dall’inizio del 2020 ci ha fatto tornare indietro al tempo della guerra, anche se non ci sono le bombe e il nemico è invisibile.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che per superare la pandemia oggi dobbiamo trovare lo stesso coraggio che ebbero allora gli autori del «Manifesto di Ventotene». Ecco le sue parole pronunciate il 16 aprile 2020 in un discorso rivolto al Parlamento europeo per promuovere un’azione coordinata per combattere il coronavirus:

Sono convinta che l’Europa possa modellare questo nuovo mondo se lavora insieme e riscopre il suo spirito pionieristico. Per questo motivo cito una frase del «Manifesto di Ventotene» scritta da due dei più grandi visionari italiani ed europei. Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, uno dei nostri padri fondatori. Scrivendo dalla loro prigione su un’isola remota al culmine della guerra, quando ogni speranza di un’Europa unita sembrava persa, ci hanno dato queste parole di fiducia: «È arrivato il momento in cui dobbiamo sapere come scartare i vecchi fardelli, come essere pronti per il nuovo mondo che sta arrivando, che sarà così diverso da quello che abbiamo immaginato». (1)

Dopo questo discorso le istituzioni europee hanno approvato un piano di ripresa (o Recovery plan) denominato Next Generation EU, finanziato per la prima volta da un debito comune che dovrà essere ripagato con tasse europee sui colossi digitali e finanziari e sulle emissioni inquinanti. È un passo in avanti nel processo di integrazione europea lungo il percorso indicato da Altiero Spinelli: un’unione fiscale con un debito comune e risorse proprie europee. Come sappiamo il Recovery plan è uno strumento provvisorio. Occorre farlo diventare permanente. A questo proposito la Conferenza sul futuro dell’Europa è un’occasione da non perdere per riscrivere le regole dell’Unione Europea e avvicinarci al nuovo mondo immaginato a Ventotene.

Anche il neopresidente del Parlamento europeo, David Sassoli, appena eletto, intervenendo in aula a Strasburgo il 3 luglio 2019, ha ricordato il legame ideale che collega l’Europa all’isola pontina:

Dobbiamo recuperare lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri Fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza. (2)

Il filosofo Étienne Balibar ci ricorda giustamente che per rifondare in modo radicale l’Europa occorre un’azione collettiva:

Per farlo più che di un Jean Monnet, di un Charles de Gaulle o di un Willy Brandt, abbiamo bisogno di un Altiero Spinelli o di una Ursula Hirschmann, moltiplicati per dieci o per cento, capaci di redigere un nuovo «Manifesto di Ventotene» (3)

per affrontare il mondo del XXI secolo.

Parlare di un’Europa libera e unita, oggi, è inutile se non si allarga lo sguardo al mondo intero. Il pianeta, infatti, è attraversato da crisi multiple e interdipendenti che affliggono gli oltre sette miliardi di persone che lo abitano: diseguaglianze crescenti, guerre, pandemie, cambiamenti climatici e migrazioni. Per affrontarle adeguatamente bisogna abbandonare lo sguardo nazionale e adottare lo sguardo cosmopolita, come quello di un’astronauta in orbita sulla Terra, che ci mostra come il mondo non abbia confini né barriere se non quelle artificiali prodotte dall’uomo. Per gestire la complessità di una crisi globale occorre una democrazia planetaria multilivello. A partire dal nostro continente, che deve dotarsi di una Costituzione federale per attuare le politiche comuni dell’Unione Europea fino al livello mondiale, dove serve una Costituzione della Terra per ridurre le disuguaglianze, tutelare i diritti umani e gestire i beni comuni globali.

Il progetto Ultima Spiaggia, con la prima e unica libreria presente sull’isola di Ventotene e una casa editrice indipendente che recupera frammenti preziosi di storia locale, è indirizzato ai giovani europei, e in particolare, alla generazione Erasmus, la candidata ideale a prendere il testimone lasciato dagli autori del «Manifesto di Ventotene». Per farlo in modo consapevole essi dovranno studiare il passato, arrabbiarsi per le ingiustizie del presente e impegnarsi per cambiare il futuro.

La libreria editrice Ultima Spiaggia intende valorizzare le radici comuni dei suoi fondatori Fabio Masi e Alessia Carpi; esse sono alla base della scelta di aprire una libreria lì da dove sono partiti i nonni materni, e dove dovrebbe volgere lo sguardo l’Europa intera, se vuole avere un futuro luminoso, uno sguardo rivolto alla madre all’origine della sua nascita, Ventotene, attraverso i suoi padri Colorni, Rossi e Spinelli.

Con questo spirito, nell’ottantesimo anniversario del «Manifesto di Ventotene» la collana «Granelli di sabbia» ristampa il manifesto «Per un’Europa libera e unita» in una tripla edizione bilingue: una italiano-inglese, con la presentazione di Josep Borrell Fontelles, vicepresidente della Commissione europea e Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione Europea; una seconda italiano-francese, con la presentazione di Enrico Letta, già presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana, arricchite entrambe da due saggi introduttivi di Lucio Levi e Pier Virgilio Dastoli; e una terza italiano-arabo, con la presentazione di Emma Bonino, già Commissaria europea.

Come ci ricordano gli autori del «Manifesto di Ventotene», «la via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà!».

Nicola Vallinoto, curatore della collana «Granelli di sabbia»

 

(1) Discorso di Ursula von der Leyen al Parlamento europeo, Bruxelles, 16 aprile 2020: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/SPEECH_20_675

(2) Discorso di David Sassoli al Parlamento europeo, Strasburgo, 3 luglio 2019: europarl.europa.eu/resources/library/media/20190703RES56112/20190703RES56112.pdf

(3) Étienne Balibar, Refonder radicalement l’Europe, Le Monde, 16 dicembre 2017. 

RASSEGNA STAMPA

https://agcult.it/a/43936/2021-09-03/manifesto-di-ventotene-tripla-edizione-bilingue-celebra-80-anni

https://www.radioluna.it/news/2021/08/ventotene-tutti-gli-appuntamenti-ancora-in-programma-per-il-seminario-federalista-europeo/

https://www.h24notizie.com/2021/09/01/il-manifesto-di-ventotene-anche-in-inglese-francese-e-arabo-la-presentazione/

https://roma.corriere.it/notizie/21_settembre_05/ventotene-manifesto-europa-anche-arabo-l-utopia-realizzata-libraio-editore-beb73008-0e1e-11ec-90a7-94fb0e4dd84c.shtml

https://covid19notizie.altervista.org/2021/08/29/gli-80-anni-del-manifesto-di-ventotene-che-sognava-uneuropa-unita-lomaggio-di-mattarella-ad-altiero-spinelli/

https://pod.radiopopolare.it/momentaneamenteaperti_1_31_08_2021.mp3

https://www.raiplayradio.it/audio/2021/08/FAHRENHEIT--Daniele-Del-Giudice-la-scrittura-e-la-vita-a835a87c-98a1-49cf-8bff-006ed80bd71d.html

 

PRESENTAZIONE

 Presentazione Ventotene 2 settembre 2021

 Da sinistra verso destra: Nicola Vallinoto, Gerardo Santomauro, Lucio Levi, Giulia Del Vecchio e Silvia Costa.

 

La copertina del dizionario illustrato L'ABC dell'Europa di Ventotene

L'ABC dell'Europa di Ventotene.
Piccolo dizionario illustrato.

A cura di Nicola Vallinoto, illustrazioni di Giulia Del Vecchio.
Edizioni Ultima spiaggia (agosto, 2021)

L'ABC dell'Europa di Ventotene nasce dalla volontà di far conoscere l’Europa pensata a Ventotene durante la Seconda guerra mondiale alle giovani generazioni come quella di mia figlia che frequenta la scuola media. Le nuove generazioni sono chiamate, infatti, a raccogliere il testimone lasciato dagli autori del Manifesto di Ventotene nel 1941. Per farlo in modo consapevole avranno bisogno di studiare il passato, indignarsi per le ingiustizie del presente e impegnarsi per cambiare il futuro.

Questo dizionario illustrato spiega l’Europa attraverso le 21 lettere dell’alfabeto. Ad ogni lettera corrisponde un concetto sull’Europa o una persona legata al Manifesto di Ventotene. Si parte dalla A di Antifascismo, la storia dell’Europa, per finire con la Z di Zero emissioni di carbonio ovvero la lotta dell’Unione europea contro i cambiamenti climatici, il futuro del pianeta. Ogni voce del dizionario viene accompagnata da una illustrazione che ne completa la rappresentazione.

Per ulteriori informazioni sul dizionario, per contattare gli autori e le autrici o per organizzare una presentazione scrivete a abceuropaventotene(at)europainmovimento.eu . Il libro si può ordinare in libreria (è distribuito da Messaggerie libri) oppure si può scrivere alla libreria Ultima spiaggia di Ventotene libreriaventotene(at)hotmail.it e dal 1° di ottobre lo trovate sulle maggiori librerie online.

Sui social ci trovate su Facebook (@ABCEuropaVentotene) e su Tiktok (@abc.europa)

Di seguito trovate l'indice del dizionario, l'introduzione, i percorsi di lettura, le note biografiche degli autori e delle autrici, la scheda di presentazione dell'abbecedario, la foto e il video della consegna del dizionario al Presidente della Repubblica (Ventotene, 29 agosto 2021) e la rassegna stampa.

Marcia per l'Europa, Roma 25 marzo 2017. Foto di Nicola Vallinoto, Licenza CC

L’Italia, secondo quanto affermato dal Presidente Sergio Mattarella, deve affrontare oggi tre gravi emergenze: la lotta alla pandemia, il piano per l’utilizzo dei finanziamenti europei e i problemi sociali.

Le politiche necessarie per rispondere a queste gravi emergenze richiedono una visione larga e di lungo periodo per il Paese che si concentrino su alcuni temi come la sostenibilità sociale e ambientale, una volontà di programmazione a livello statale e un consenso ampio nella società italiana che vada oltre le aule parlamentari e coinvolga i settori più importanti della nostra vita economica, sociale e culturale a cominciare dal mondo della produzione (lavoratori e imprenditori).

Ursula Hirschmann, Wikipedia, foto di pubblico dominio

A trent’anni dalla scomparsa di Ursula Hirschmann, protagonista del processo di integrazione europea nonché tra gli artefici del Manifesto di Ventotene, l’Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli, in collaborazione con il Movimento Europeo Italia, ha organizzato sulla sua pagina Facebook lo scorso 9 gennaio un incontro virtuale dal titolo “Un’europea errante”.

All’evento hanno partecipato Pier Virgilio Dastoli (Presidente Movimento europeo Italia), Francesco Gui (Presidente MFE Lazio), Gabriele Panizzi (Vice presidente Istituto Spinelli), Mario Leone (Direttore Istituto di studi federalisti Altiero Spinelli) e Gerardo Santomauro (Sindaco di Ventotene); con i saluti di Silvia Costa (Commissaria straordinaria del Governo per il recupero del carcere di santo Stefano, a Ventotene) e di Renata Colorni, (figlia di Ursula Hirschmann e Direttrice de I Meridiani).

Aprile 2020. Milano. Sono nel mercato del lavoro dal 2007. In 13 anni ho vissuto tre grandi crisi, il credit crunch, il debito sovrano ed il coronavirus. Quest’ultima è sicuramente di gran lunga la più angosciante non solo per le ripercussioni economiche ma anche per lo strascico di morti che si porterà dietro. Siamo di fronte ad una crisi drammaticamente inedita che pure sotto il profilo economico pone sfide che somigliano a quelle delle crisi precedenti. La crisi nuova si differenzia dalle vecchie più per quantità che per qualità.

Stupisce e non poco che l’epidemia abbia colpito più duramente le regioni più avanzate del paese, in ordine Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, anche se è bene dirlo chiaramente, se i numeri definitivi fossero prossimi a quelli di oggi, e io mi auguro di cuore che i numeri smettano di crescere, il disastro registrato in Lombardia non sarebbe in alcun modo paragonabile a quello di nessun altra regione italiana. Ad oggi in Lombardia si contano oltre 12.000 decessi ufficiali, ovvero il 52% di quelli riportati sul territorio nazionale e il 7-8% dei morti di tutto il mondo. La Lombardia ha poco più dello 0,1% degli abitanti del mondo. Altro parametro che deve fare riflettere è l’incidenza dei morti sulla popolazione. In Lombardia è lo 0,12%. In Emilia Romagna è lo 0,07%, in Piemonte lo 0,05%, in Veneto lo 0,02%.

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