Dopo Roma: quo vadis Europa?
Chi ha partecipato alla Marcia per l’Europa del 25 marzo, organizzata dal MFE-UEF, non può non aver notato una grave contraddizione: in piazza e in strada vi era una folla di cittadini europei, fieri di esserlo, con una foltissima maggioranza di giovani, molti parlamentari europei, specialmente del Gruppo Spinelli, e un impressionante numero di altre organizzazioni della società civile. Tutti chiedevano la Federazione europea, una Costituzione europea e un Governo europeo. Nel frattempo, in Campidoglio i 27 Capi di Stato e di Governo sottoscrivevano, sotto i lampi dei riflettori, una Dichiarazione per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, in cui si impegnavano solennemente a rispettare i valori fondanti dell’Unione europea e avanzavano generiche promesse sul suo futuro, compresa quella di ‘dare ascolto e risposte alle preoccupazioni espresse dai nostri cittadini’.
Mario Albertini: nazionalismo, federalismo ed integrazione europea
E' appena andata in stampa per i tipi Rubbettino una antologia di scritti tradotti in inglese di Mario Albertini. L'edizione è curata da Guido Montani, professore di Economia Politica Internazionale all'Università di Pavia nonché già Presidente del Movimento Federalista Europeo, dei Jeunes du MFE, e vicepresidente dell'UEF.
La pubblicazione arriva a vent'anni dalla morte di Mario Albertini (1919-1997). La scelta della lingua inglese vuole colmare una lacuna nel dibattito internazionale dove la conoscenza delle sue idee politiche è ancora oggi ampiamente limitata tra gli studiosi delle scienze sociali.
Gran successo della “March for Europe”: oltre 10.000 cittadini per le vie di Roma da Bocca della Verità al Colosseo per reclamare un’Europa unita, democratica e federale
Roma, 25 marzo 2017 – Arrivati a Roma da tutta Europa, oltre 10.000 cittadini hanno partecipato alla “March for Europe”, organizzata dal Movimento federalista europeo con l'UEF e la JEF, da associazioni della società civile e dai principali partiti europei, per chiedere un'Europa unita, democratica e federale. Il corteo, colorato da tante bandiere blu con le dodici stelle e da tante altre, verdi con la E maiuscola bianca dei federalisti europei, è partito da Bocca della Verità, ha attraversato il Circo Massimo ed è poi arrivato al Colosseo confluendo con la manifestazione de “La Nostra Europa” (Arci, Cgil, Legambiente ed altri) partita da Piazza Vittorio e raggiungendo così, sotto l’Arco di Costantino, la cifra complessiva di circa 20.000 partecipanti.
Gli europeisti uniti per rilanciare l'Europa
Il fronte europeista è oggi unito per rilanciare il progetto di unità dell’Europa su basi democratiche, sociali e solidali. Per la prima volta contro i nazionalismi riemergenti in Europa si schiera un fronte di centinaia di associazioni e movimenti “radicalmente europeista” che non si accontenta dell'Europa che c'è, ma scende in piazza per chiedere ai governi di cambiare rotta verso un'Europa unita, democratica, solidale e federale.
Si sono svolte in questi mesi numerose riunioni di coordinamento tra tutte le realtà che vogliono lanciare un messaggio europeista contro nazionalismi e austerità cogliendo l’occasione dei 60 anni dei Trattati di Roma. Realtà diverse, con opinioni differenti su altri temi, ma unite sull’Europa. Ognuna, con le sue sensibilità e capacità di mobilitazione, si è messa al servizio della causa comune: il rilancio del processo di unificazione europeo.
In marcia per un'altra Europa libera e unita
Sabato 25 marzo sarò a Roma in occasione delle celebrazioni per i sessant'anni dei Trattati che hanno istituito le Comunità europee nel 1957. Non mi interessa celebrare il passato ma guardare al futuro criticando ciò che non va nel presente delle istituzioni europee che sono ancora oggi imbrigliate dalle àncore pesanti e ingombranti dei governi nazionali.
Non mi aspetto granché dalla Dichiarazione di Roma firmata da 27 governi inclusi quelli che non vogliono un'Europa democratica che funzioni nell'interesse primario del popolo europeo. D'altronde cosa possiamo aspettarci da una dichiarazione firmata anche da Orban, Szydlo e Fico? Ma l'Europa non è di proprietà dei 27 leader e appartiene a tutti noi.















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