L'imbroglio fiscale europeo
Sunto dell'articolo a cura della redazione.
Davanti alla volontà di ricostruire i muri del passato e alla minaccia di una Brexit, il governo italiano ha presentato alcune proposte di riforma dell’Unione economica e monetaria con lo scopo di aprire un dibattito sul futuro dell’Unione. Tra gli obiettivi: il sostegno ad una politica degli investimenti, finanziata con l’emissione di eurobonds o Union bonds, e la creazione di uno European Fiscal Board (EFB) che dovrebbe diventare un organo consultivo del futuro Ministro delle Finanze dell’Unione monetaria, responsabile nei confronti del Parlamento europeo e con un bilancio adeguato. La questione cruciale, che invece va affrontata, è la riforma della politica fiscale europea necessaria per finanziare il bilancio europeo con risorse proprie.
Non è più tempo di mezze misure
In questo frangente drammatico della storia europea, ci dobbiamo porre il problema di come risalire da questo abisso in cui siamo precipitati. Dobbiamo trovare nuovi percorsi per tornare a rivedere la luce della politica, della cultura, dell'economia ma sopratutto dell'anima.
Abbiamo perso l'anima, la voglia di progettare il nostro futuro. Ci siamo seduti sul nostro benessere e abbiamo iniziato a scartare le persone che non riuscivano a stare al passo imposto da ideologie omnicomprensive. Dopodiché abbiamo rifiutato le proposte e le idee alternative all’ideologia dominante. Alla fine è rimasto il nulla, il vuoto totale, ma impacchettato così bene che ci è parso talmente pieno di cose da volerlo a tutti i costi. Abbiamo eletto classi dirigenti degne di questo nulla che ci hanno trascinato, con la nostra colpevole ignavia e ipocrisia, in questo abisso.
La Francia in Europa. Quale contributo può dare Parigi alla federazione?
La Francia è croce e delizia dell’integrazione europea. I francesi Jean Monnet e Robert Schuman furono i padri delle prime istituzioni europee nel secondo dopoguerra; il ministro della difesa francese René Pleven fu il primo politico europeo a proporre un’integrazione politica quando presentò un piano per l’integrazione della difesa europea nei primi anni cinquanta; infine il presidente francese François Mitterrand fu il padre dell’Unione così come la consociamo.
Accordo Brexit: gli europeisti si dividono
L’accordo raggiunto al Consiglio Europeo del 18 e 19 febbraio per persuadere il primo ministro britannico a non sostenere l’uscita del Regno Unito dalla UE ha a quanto pare suscitato reazioni contrastanti tra gli europeisti. Un comunicato del Movimento Federalista Europeo rileva che viene fatta finalmente chiarezza sul rapporto tra Londra e il resto della UE, e che ora gli altri paesi possono proseguire nell’unificazione politica dell’Europa senza più alibi.
Per l’Europa della democrazia e della cittadinanza
Non sprecheremo troppe parole per descrivere la costruzione europea che si sta sfaldando: i fatti, evidenti quanto eloquenti, sono sotto gli occhi di tutti. Una cosa però la diciamo: le involuzioni a cui assistiamo colpiscono specificamente determinati elementi del progetto europeo, che si potrebbero sussumere nella categoria dell’“Europa dei cittadini”. L’innalzamento di muri e di barriere con cui s’intende rispondere al dramma dei profughi richiama i tempi oscuri di non molti decenni fa, e che gli europei credettero di lasciarsi alle spalle con la caduta del muro di Berlino.















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