Draghi: vincere le diffidenze reciproche e riuscire insieme anziché fallire da soli
“Se noi costruiremo soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore vivificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali si incontrino (...) rischieremo che questa attività europea appaia, al confronto della vitalità nazionale particolare, senza calore, senza vita ideale potrebbe anche apparire ad un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva”.
Alcide De Gasperi,Discorso all’assemblea consultiva del Consiglio d’Europa, Strasburgo, 10 dicembre 1951.
Il “Premio De Gasperi” ai “Costruttori d'Europa” per la prima volta è stato assegnato a un tecnico e non a un politico, Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea.
La figura di De Gasperi, “nel ricordo della sua esperienza, ci trasmette un messaggio ispirato, forte, convinto: ‘In Europa si va avanti insieme nella libertà’”, così l’incipit del discorso di premiazione tenuto a Trento ieri da Draghi.
Elezioni in Meclemburgo - Pomerania: perché la Germania si sposta a destra?
Il fatto ed il contesto
Il Meclemburgo Pomerania Anteriore è il land all’estremo nord est della Germania, fino al 1990 è stata parte della Germania dell’est, il suo più grande centro è Rostock, 200.000 abitanti, importante porto sul Baltico.
Nonostante il land più settentrionale dell’ex DDR sia la regione della cancelliera Angela Merkel da ormai quasi un ventennio è un vero campo minato per i cristiano-democratici. Negli anni della riunificazione i socialdemocratici optarono per un timido gradualismo, Kohl con scelte anche simboliche come la conversione 1:1 tra il marco occidentale e quello della Germania dell’est si guadagnò le simpatie dei tedeschi orientali. La CDU governò il Meclemburgo Pomerania dal 1990 al 1998, dalla fine dell’era Kohl il land ha avuto solo primi ministri socialdemocratici. Dal 1998 al 2008 Harald Ringstorff ha governato il land in coalizione con il PDS, partito erede dei comunisti dell’est, il suo successo Erwin Sellergin ha governato la regione in coalizione con la CDU.
L'Europa e la ricerca perpetua della felicità
*testo vincitore del premio "Antonio Saggio" 2016
L’Europa non vive un periodo felice della sua storia. A dire il vero, non è la prima volta che questo accade. La conflittualità, che ha caratterizzato la vita di questo continente, ci induce a pensare che, probabilmente,non possa esistere Europa al di fuori di questo perpetuo stato di incertezza. Ed, effettivamente, gli eventi di oggi sembrano confermare proprio questo, quasi senza lasciare diritto di replica: l’Europa è condannata alla decadenza.
Rilanciare l'azione di Altiero Spinelli a trentanni dalla scomparsa
(*) Su quest’isola è il genio di Altiero Spinelli. Un genio politico ma anche umano. Da sempre come federalisti europei abbiamo tentato e tentiamo ancora, riuscendoci, di comprenderlo allo scopo di proseguire la sua, che è la nostra, opera.
L’intuizione federalista di Spinelli viene da quell’insieme di riflessioni contenute nel “Federalist” di Hamilton, Jay e Madison e nel “pensiero pulito e preciso” anglosassone, come lo qualificava Altiero, elementi che saranno poi linfa non solo del Manifesto di Ventotene (1941) ma anche delle Tesi federaliste (elaborate da Spinelli) base teorica del Movimento federalista europeo (nato a Milano nel 1943).
Ripartire dalle radici del manifesto di Ventotene per una nuova Europa libera e unita
Il vertice trilaterale di Ventotene tra Renzi, Merkel e Hollande del 22 agosto non ha prodotto alcun risultato concreto, né invero ci si poteva aspettare qualcosa di diverso, ma ha avuto almeno un pregio: ha fatto conoscere al mondo intero l'isola e il suo “Manifesto per un'Europa libera e unita”. Per due giorni non si è parlato d'altro. Dal punto di vista puramente simbolico l'aver scelto di tenere il vertice sulla portaerei Garibaldi invece che sull'isola di Ventotene è indicativo della distanza che ha, ancora oggi, il progetto europeo dal popolo europeo. Per colmare il divario tra l'Europa delle élite governative e quella dei cittadini europei occorre uno sforzo creativo come quello che seppero immaginare gli autori del Manifesto di Ventotene mentre il continente europeo stava soccombendo sotto i bombardamenti dei nazifascisti. Non certo alzando muri tra i confini nazionali come quello che hanno intenzione di costruire a Calais i governi inglese e francese al fine di arrestare il flusso dei migranti.
Non sappiamo se Hollande, Merkel e Renzi, prima di aver reso omaggio alla tomba di Altiero Spinelli, abbiano letto il Manifesto, inclusa la terza parte sull'Europa sociale e solidale, e allora ben venga l'iniziativa della piccola casa editrice Ultima spiaggia che ha da poco pubblicato una nuova edizione del Manifesto di Ventotene (vedi l'indice). Uscito dalla tipografia a fine luglio il “nuovo” Manifesto è arrivato sulla piccola isola pontina nel mese più caldo dell'anno, sotto tutti i punti di vista, e in una doppia versione linguistica: italiano e inglese “perché su Amazon non si trova” afferma Fabio Masi, animatore della libreria Ultima spiaggia di Ventotene nonché promotore della omonima casa editrice.















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